Signor Presidente, onorevoli colleghi, il settore energetico europeo è cambiato. Siamo passati da produzioni energetiche centralistiche a modelli più flessibili, organizzati sulla produzione decentrata, sull’integrazione delle tecnologie da fonti rinnovabili, con l’obiettivo del superamento di protezionismi nazionali che rischiano di minare la costruzione dell’Unione europea dell’energia.
Oggi l’obiettivo è quello di aggiornare le regole di mercato: un impegno non facile perché vuol dire mettere mano all’impalcatura normativa del settore energetico europeo e al contempo mettere il dito nelle dinamiche energetiche degli Stati membri.

Due punti che ritengo qualificanti nella relazione Langen

Il primo: un approccio che integra la produzione da fonti rinnovabili in tutte le fasi del mercato – produzione, immissione in rete, immagazzinamento, distribuzione, aperture a nuovi mercati dei piccoli produttori. Un impegno concreto, dunque, nella direzione della transizione energetica verso un modello decarbonizzato di sviluppo, in linea con gli obiettivi della risoluzione quadro sull’Unione dell’energia dello scorso dicembre.

Siamo passati da produzioni energetiche centralistiche a modelli più flessibili, organizzati sulla produzione decentrata, sull’integrazione delle tecnologie da fonti rinnovabili, con l’obiettivo del superamento di protezionismi nazionali che rischiano di minare la costruzione dell’Unione europea dell’energia.

Secondo: una visione di mercato che guarda all’innovazione tecnologica e gestionale in chiave europea, per incrementare le potenzialità dell’immagazzinamento, per la gestione virtuosa di domanda e offerta, per investimenti in trasmissione, per il superamento delle strozzature di mercato, quelle che tendono a confinare il potenziale energetico tutto all’interno dei rispettivi Stati membri. Quindi ogni Stato membro dovrà perseguire singolarmente gli obiettivi di sicurezza, ma il legislatore europeo indicherà un percorso di prospettiva per il mercato energetico, che non sarà più la sommatoria di diverse esperienze nazionali, ma un disegno organico e credibile.
A questo proposito, apprezzo le parti che entrano nel merito degli aspetti distorsivi del mercato elettrico e che in prospettiva dobbiamo superare: sono i meccanismi di capacità e gli schemi di supporto alle tecnologie. I primi devono garantire capacità certe e non potranno più essere disegnati su base nazionale, ma dovranno avere carattere transnazionale. I secondi, cioè gli schemi di supporto all’energia rinnovabile, hanno svolto un ruolo importante, tuttavia devono essere rivisti sulla base del grado di maturità delle rispettive tecnologie rinnovabili.
Nel complesso, quindi, è un testo alto. Mi auguro che questo Parlamento voglia sostenerlo: sarebbe davvero un modo importante per dare solidità alla posizione del Parlamento in previsione delle proposte legislative previste per fine anno.