Sicurezza energetica dell’Europa

Signor Presidente, onorevoli colleghi, non si avvertiva, io penso, tutta questa urgenza di dibattere, adesso, sulla sicurezza energetica europea. Siamo a poche settimane dall’approvazione della relazione Buzek e siamo in assenza di fatti nuovi e rilevanti.
Certo, intendiamoci, la sicurezza degli approvvigionamenti si conferma un elemento imprescindibile della strategia energetica europea, oltre ad essere una responsabilità in capo agli Stati nazionali. Sicurezza energetica vuol dire sempre di più anche lotta alla povertà energetica su larga e piccola scala. Ma la tempistica,, per me, non è delle migliori, soprattutto in vista del pacchetto legislativo invernale che è previsto per il 30 novembre e che conterrà non poche indicazioni in materia, oltre a concentrarsi in particolare sulle rinnovabili, sul market design e sull’efficienza energetica.

La sicurezza degli approvvigionamenti si conferma un elemento imprescindibile della strategia energetica europea, oltre ad essere una responsabilità in capo agli Stati nazionali.

È forse in quell’ambito, guardando al quadro nel suo complesso, che possiamo meglio comprendere le prospettive di sicurezza energetica europea di medio e lungo termine, senza tuttavia tralasciare il dibattito contingente, come quello sul North Stream 2 o su altri progetti infrastrutturali che sembrano andare contro le ragioni dell’Unione dell’energia.
È molto importante che la Commissione esca quindi con le nuove proposte il 30 novembre per permettere a questo Parlamento una discussione, uno sviluppo dei relativi lavori, adeguatamente attento, presente e costruttivo.