Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, la transizione verso un’economia circolare è debole, molto più debole senza regole comuni europee, per ridurre gli sprechi alimentari in tutta la filiera: produzione, distribuzione, consumo. Non si tratta, lo vorrei dire al collega che è intervenuto prima, di ingerire e intralciare le iniziative nazionali, anzi, queste vanno sostenute, incentivate e coordinate, ma serve una base comune europea.

Un miliardo e trecento milioni di tonnellate di cibo sprecate, quattro volte la quantità necessaria per sfamare gli 800 milioni di uomini e donne denutriti.

È un’illusione che tale problema gigantesco si risolva solo con misure nazionali, non dobbiamo mettere la testa sotto la sabbia. Ridurre gli sprechi alimentari è un’urgente necessità. Siamo dentro a un paradosso incredibile, l’hanno detto altri colleghi, un miliardo e trecento milioni di tonnellate di cibo sprecate, quattro volte la quantità necessaria per sfamare gli 800 milioni di uomini e donne denutriti. Ma lo spreco alimentare non è solo un’insopportabile ingiustizia, una gigantesca diseguaglianza sociale di cui vergognarsi, è anche spreco di materie prime, spreco di territorio, spreco di acqua, spreco di energia, moltiplicazione di rifiuti e danni ambientali.
Ecco perché, mi ripeto, è un colpo alla transizione verso un’economia circolare se ci limitiamo solo a bei dibattiti. Serve urgentemente un’iniziativa legislativa della Commissione europea.