Cari Ambasciatori,

cari Colleghi,

 

Intanto vi ringrazio dell’opportunità di questo scambio di opinioni. Prima di affrontare e introdurre la tematica della presente sessione, permettetemi di inserirla in un contesto più ampio.

Come sapete, noi apprezziamo il lavoro delle delegazioni UE, in generale e nel campo dei diritti umani, perciò siamo contenti quando vediamo che gli ambasciatori prendono l’iniziativa, ad esempio rilasciando dichiarazioni o attraverso la partecipazione diretta alle consultazioni in materia di diritti dell’uomo o quando organizzano o intervengono in occasione di interventi di diplomazia pubblica. Ci rendiamo pienamente conto della sfida in termini diplomatici e politici di tali compiti, ma siamo anche altrettanto consapevoli della loro necessità.

Del resto non è un segreto che i diritti dell’uomo spesso vengono fatti scivolare in coda all’elenco delle priorità. Sempre più spesso assistiamo, inoltre, a tradizionali alleati o paesi partner che contestano apertamente i valori e i principi che noi riteniamo universali, fondamentali e strategici. Ciò può indebolire i nostri sforzi per costruire un sistema internazionale basato sulle regole. E l’assenza di regole non favorisce, anzi danneggia, il contesto europeo.

Prima di parlare di commercio, vorrei spendere una parola a favore di un approccio globale e integrato e incoraggiare tutte le delegazioni UE a fare delle questioni relative ai diritti dell’uomo una missione quotidiana.

Capisco le difficoltà e non mi sfugge il fatto che spesso si è chiamati ad operare con un certo realismo politico, ma non possiamo dimenticare che i diritti umani sono la più grande “invenzione” della storia umana: sono idee astratte, certo, principi teorici ed etici (un vero distillato del meglio delle culture prodotte dall’umanità), ma sono soprattutto sapienti strategie operative per rendere questo mondo più ospitale e per rendere l’esistenza di ogni essere umano (senza alcuna eccezione) il più possibilmente liberata dalle sofferenze che la prevaricazione e la violenza dell’uomo sull’altro uomo possono provocare.

La globalizzazione, il commercio e gli investimenti rappresentano autentiche opportunità e sfide. Come evidenziato dal commissario nell’ampia comunicazione sulla strategia UE per il commercio dal titolo “Commercio per tutti” (2016), il terzo pilastro della nostra strategia in materia di commercio e investimenti deve riguardare i valori e la salvaguardia di elevati standard ambientali e sociali sia nell’UE che nei paesi partner.

La strategia si è impegnata ad ampliare le misure a sostegno dello sviluppo sostenibile, del commercio equo e solidale e dei diritti umani, anche garantendo un’efficace applicazione delle relative disposizioni ALS (accordi libero scambio) e del sistema di preferenze generalizzate (SPG). Inoltre, include un impegno rispetto a regole anticorruzione nei futuri accordi commerciali, come pure proposto nell’ ultima relazione del Parlamento sulla Corruzione e i diritti umani.

La nostra recente e attuale attività qui al Parlamento ne ha preso felicemente atto. L’attuale relazione della commissione per il commercio internazionale (INTA) sulle catene globali del valore è molto chiara in merito alla necessità di integrare i diritti umani. Come relatore per parere della sottocommissione sui diritti umani, ho altresì spinto a favore di questo approccio. La relazione esamina un’altra serie di questioni che spaziano dagli standard lavorativi ai diritti sindacali, alla trasparenza delle catene di valore e alle relative condizionalità e incentivi intelligenti nelle politiche per quanto riguarda i diritti dell’uomo, compresi i diritti del lavoro. Si tratta di tematiche estremamente evidenti nella vostra regione, soprattutto nei paesi che stanno negoziando accordi commerciali o sono soggetti a regimi preferenziali UE quali l’SPG+ e l’EBA (“Everything But Arms” – Tutto fuorché le armi).

Noi accogliamo con favore il fatto che la Commissione sia impegnata a effettuare serie e adeguate valutazioni di impatto applicando una rigorosa metodologia. Sono del resto convinto che il rafforzamento delle clausole in materia di diritti umani negli accordi commerciali e la loro attuazione debbano continuare a rimanere parte integrante affinché il nostro approccio sia efficace.

Sono solo brevi osservazioni quelle che ho ritenuto di fare. Spero chiare!

Mi auguro che il confronto odierno possa essere, in qualche modo, utile non solo per scambiare fra noi esperienze e opinioni ma anche per rafforzare l’azione dell’UE nei contesti nei quali operiamo.