Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente Juncker, certo, servono le scuse delle case automobilistiche, ma non sono sufficienti: servono fatti, scelte coerenti.

Primo: dopo tante belle parole serve una svolta sulle omologazioni. Siamo nella fase finale del negoziato. Non prendiamoci in giro: senza dare più poteri di controllo all’Unione europea, gli Stati nazionali continueranno nell’omologazione ad essere deboli ed accondiscendenti con le proprie industrie nazionali.

Secondo: cosa deve ancora succedere per definire un quadro giuridico chiaro che dia certezze e diritti ai consumatori truffati? La tutela dei consumatori non è un lusso ma un’urgente necessità.

Non prendiamoci in giro: senza dare più poteri di controllo all’Unione europea,

Terzo: non abbassiamo la guardia. Abbiamo letto di presunti accordi, cartelli tra le aziende automobilistiche, per tenere bassi i costi della componentistica ai danni della qualità. Attenzione: evitiamo che, mentre discutiamo di un vecchio scandalo, se ne consumi uno nuovo sotto i nostri occhi. Occorre intervenire subito.