Le città ospitano oltre il 70% della popolazione dell’UE e generano circa l’85% del suo PIL. Poiché la mobilità urbana dipende fortemente dalle automobili private alimentate in modo convenzionale, la congestione del traffico e l’inquinamento soffocano le città. Inoltre, le emissioni di CO2 nelle aree urbane rappresentano circa il 23% delle emissioni totali dell’Unione, e la loro diminuzione è essenziale per conseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni dell’UE.

Le città ospitano oltre il 70% della popolazione dell’UE e generano circa l’85% del suo PIL

.Il concetto di mobilità sostenibile affronta le tematiche urbane nella loro globalità, promuovendo la transizione verso forme di trasporto più ecologiche nella prospettiva di rendere le città più vivibili.

 

L’approccio della Commissione europea

Se la gestione della mobilità urbana e dei trasporti spetta alle autorità cittadine, locali e regionali, che dirigono la maggior parte delle iniziative per migliorare la mobilità urbana, la Commissione sostiene tale impegno tramite l’elaborazione di orientamenti, la condivisione di esperienze e finanziamenti. Nel 2009 ha pubblicato un piano d’azione proponendo venti iniziative intese a migliorare la mobilità urbana. A seguito di una revisione indipendente dei risultati del piano d’azione, di un’indagine Eurobarometro sulla posizione degli europei nei confronti della mobilità urbana e di una consultazione pubblica, nel 2013 la Commissione ha pubblicato una comunicazione dal titolo “Insieme verso una mobilità urbana competitiva ed efficace sul piano delle risorse”, contenente azioni rivolte alle città da realizzare sia dall’UE sia dagli Stati membri. La mobilità e l’urbanistica dovrebbero essere maggiormente coordinate tramite piani di mobilità urbana sostenibile (PMUS), nel cui ambito tutte le azioni si inseriscono in una più ampia strategia. I piani sono integrati nei singoli ambiti strategici e sono sviluppati di concerto con vari livelli di governo. Un piano comprende solitamente misure per i trasporti pubblici, i trasporti su strada, gli spostamenti a piedi e in bicicletta, combinando diversi modi di trasporto, la sicurezza stradale, la consegna di merci, la gestione della mobilità e i sistemi di trasporto intelligenti (ITS).

Emissioni di Gas Serra nel trasporto EU

Responsabile di circa un quarto delle emissioni di gas serra dell’UE, il trasporto è l’unico settore in cui le emissioni sono cresciute nel corso degli ultimi 25 anni (di circa il 22% nel 1990-2013), a causa di una forte dipendenza dal petrolio. Tuttavia, dopo un picco intorno al 2007, le emissioni dei trasporti hanno cominciato a calare.   I progressi tecnologici nel settore dei trasporti sono state compensate dalla domanda crescente e la Commissione europea stima che, entro il 2050, il trasporto di passeggeri crescerà di oltre il 50% e il trasporto merci del 80%, rispetto ai livelli del 2013. L’UE ha definito la sua azione in materia di trasporti nel Libro bianco del 2011, puntando all’obiettivo di una riduzione del 60% delle emissioni di gas serra dei trasporti entro il 2050, e al contempo riducendo drasticamente le emissioni inquinanti, nocive per la salute umana. Questi obiettivi sono, tuttavia, insufficienti per contribuire efficacemente agli impegni di Parigi. Inoltre, recenti proiezioni indicano che senza un cambiamento, né gli obiettivi UE 2030 né 2050 saranno raggiunti e il trasporto diventerà la principale fonte di emissioni di CO2 dopo il 2030.

Strategia per una mobilità a basse emissioni

Nel mese di luglio 2016, come parte del suo pacchetto sulla politica energetica, la Commissione europea ha presentato una strategia per la mobilità a basse emissioni, che delinea una revisione completa del quadro normativo comunitario per i trasporti, l’energia, la ricerca e in altre aree. Con questa strategia, la Commissione cerca di accelerare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio attraverso il rafforzamento delle regole esistenti e il rafforzamento della loro attuazione e monitoraggio. La Strategia mira a creare le condizioni favorevoli e a fornire forti incentivi, nel rispetto della sussidiarietà e senza imporre obiettivi nazionali specifici per il trasporto. La strategia si concentra in gran parte sul trasporto su strada, che rappresenta oltre il 70% delle emissioni di gas serra dei trasporti. Tuttavia essa affronta anche il trasporto ferroviario, in particolare in combinazione con altri modi di trasporto. Per quanto riguarda i trasporti marittimi e aerei, che sono regolati a livello mondiale, l’Unione europea intende seguire attivamente gli sviluppi negli organismi di regolamentazione competenti delle Nazioni Unite. La strategia è accompagnata da un piano di azione su tre aree: maggiore efficienza del sistema di trasporto, energie  alternative a basse emissioni per i trasporti e veicoli a emissioni zero. Queste sono integrate da una serie di iniziative orizzontali. Le misure proposte dovrebbero seguire il principio di neutralità tecnologica e con particolare riguardo alla crezione di posti di lavoro, alla crescita e agli investimenti.

 

Rafforzamento e ampliamento del sostegno UE

Oltre ai Fondi strutturali e di investimento europei, altre fonti di finanziamento UE sono disponibili per progetti di mobilità urbana. Il programma Orizzonte 2020 riserva alle città intelligenti e sostenibili 232 milioni di euro per il periodo 2016-2017, nel 2015 il meccanismo per collegare l’Europa prevede un invito a presentare proposte per sovvenzioni anche a favore di progetti nel settore delle infrastrutture di trasporto in nodi della rete centrale transeuropea di trasporto, e altre possibilità esistono nel quadro del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS). Parallelamente, la Commissione sostiene iniziative e piattaforme per la condivisione delle migliori pratiche (ad esempio CIVITAS, ELTIS) e la promozione dei piani di mobilità urbana sostenibile. Nel 2015 ha organizzato una Settimana europea della mobilità, invitando tutti gli attori a “trovare il giusto mix” di modi di trasporto. Anche il Consiglio sostiene indirettamente la mobilità urbana: in ottobre, durante un incontro informale – il primo di sempre ad essere dedicato alla bicicletta – i ministri dei Trasporti hanno adottato una dichiarazione che promuove la bicicletta come modo di trasporto rispettoso del clima.