Il 19 ottobre 2017 la commissione libertà civili del Parlamento europeo ha votato la modifica del regolamento di Dublino – l’atto legislativo che stabilisce i criteri per l’identificazione dello Stato membro responsabile in materia di richiesta di asilo Ue. L’acuirsi della crisi migratoria in assenza di efficaci misure di condivisione delle responsabilità tra Stati membri ha reso improcrastinabile una riforma del regolamento di Dublino. Si pensi, infatti, che negli ultimi mesi di crisi migratoria sei Stati membri (su 28) sono stati lasciati soli ad affrontare l’80% delle richieste di asilo nell’Ue.
Il testo adottato dalla commissione parlamentare migliora, e di molto, la proposta iniziale della Commissione europea.
Le modifiche che i Socialisti e democratici al Parlamento hanno ottenuto sono le seguenti:

• Meccanismo automatico di ricollocazione ed eliminazione del controllo di inammissibilità
Per integrare il principio di solidarietà e di condivisione delle responsabilità tra gli Stati membri, la Commissione europea introduce un meccanismo automatico di ricollocazione: quando uno Stato membro si trova in una condizione di sovraccarico di richieste, si attiva un meccanismo di distribuzione tra gli Stato membri. Il Parlamento europeo propone di eliminare il controllo di inammissibilità, particolarmente oneroso poiché introdurrebbe l’obbligo per i Paesi di primo ingresso di verificare se la domanda è inammissibile.

Negli ultimi mesi di crisi migratoria sei Stati membri (su 28) sono stati lasciati soli ad affrontare l’80% delle richieste di asilo nell’Ue.

• Clausola discrezionale
La commissione parlamentare è riuscita ad inserire la possibilità per il richiedente di motivare per iscritto la preferenza per uno Stato membro, in particolare sulla base di legami non necessariamente familiari: la conoscenza della lingua, della cultura, della società in modo da facilitarne l’integrazione.

• Minori non accompagnati
Maggiore protezione e la velocizzazione del processo di assegnazione a un tutore.

• Ricongiungimento familiare
Il Parlamento propone una definizione più ampia di riunificazione familiare che include il figlio maggiorenne accompagnato dai suoi genitori.

• Più incentivi mirati e meno sanzioni generalizzate
Sono previsti maggiori incentivi per chi rispetta le regole del nuovo sistema, e disincentivi per chi non lo fa. Gli Stati membri che non rispettano i propri obblighi nel quadro del meccanismo di ricollocazione potrebbero non avere accesso ai fondi europei destinati all’accoglienza, e non potrebbero dunque utilizzarli per effettuare i rimpatri.

• Sponsorship
Le organizzazioni che rispettano stringenti criteri agiranno quali punti di riferimenti per i richiedenti finché le richieste non verranno esaminate dallo Stato membro.

Altre modifiche riguardano il rafforzamento dei criteri di informazione, garanzie procedurali per i richiedenti e meccanismi di salvaguardia sulle detenzioni.

Ora la palla passa alla seduta plenaria del Parlamento europeo, che sarà chiamata a dire l’ultima parola sulle modifiche approvate in commissione libertà civili.