“Sui crediti deteriorati la vigilanza BCE non può oltrepassare le prerogative assegnatele”. Lo dichiarano i tre eurodeputati di Articolo UNO-MDP Antonio Panzeri, Massimo Paolucci e Flavio Zanonato in merito alla discussione sull’ addendum della vigilanza BCE che fissa le linee guida per la copertura dei crediti deteriorati.

“Affrontare i crediti inesigibili è certamente opportuno – continuano i tre deputati europei – ma senza entrare in collisione con le competenze del Parlamento”. “Sono quindi incoraggianti le parole che la numero uno della vigilanza BCE ha rilasciato ieri nel quadro dell’audizione in Commissione economica del Parlamento – aggiungono Panzeri, Paolucci e Zanonato – in cui ha riconosciuto che sono necessarie modifiche nel metodo e merito”.

L’Italia, che conta 65 miliardi di Npl, ha proceduto nel 2017 con un taglio dei crediti deteriorati del 25%. Misure troppo stringenti rischierebbero di mortificare un sistema che, comunque, sta dimostrando di reagire.

“Sul metodo – continuano gli esponenti di Articolo UNO-MDP – è evidente che qualsiasi proposta non possa seguire un binario accelerato ma debba necessariamente essere affidata al procedimento legislativo ordinario, quindi aperto al pieno coinvolgimento del Parlamento”. I tre eurodeputati ricordano che “il tema è stato già sollevato dal Presidente Tajani nella missiva del 9 ottobre scorso rivolta a Draghi, ed è stato ribadito anche dal servizio giuridico del Parlamento”. “Bene, quindi, che nell’audizione in Commissione economica la responsabile del servizio di vigilanza, la francese Daniele Nouy, abbia aperto ai rilievi metodologici del Parlamento, ma bisogna continuare a esigere il ripristino della procedura ordinaria aperta al contributo legislativo dell’assemblea di Strasburgo”.

“Nel merito – argomentano Panzeri, Paolucci e Zanonato – non è accettabile il deprezzamento dei crediti deteriorati a vantaggio delle multinazionali specializzate nel rilevarli in blocco”. Per gli eurodeputati del Gruppo S&D “l’Italia, che conta 65 miliardi di Npl, ha proceduto nel 2017 con un taglio dei crediti deteriorati del 25%, e misure troppo stringenti rischierebbero di mortificare un sistema che comunque sta dimostrando di reagire”.

Per gli eurodeputati di Articolo UNO-MDP “bisogna cambiare strada e ripristinare una discussione che garantisca la piena stabilità del sistema finanziario”.