È stata approvata giovedì 30 novembre, nella seduta plenaria di Bruxelles, la risoluzione con cui il Parlamento europeo condanna la guerra che sta consumando lo Yemen e la sua popolazione.

“Alle origini di questa risoluzione c’è il conflitto ‘dimenticato’ in atto dal 2015 tra la coalizione a guida saudita e la minoranza Houthi” spiega l’onorevole Antonio Panzeri, presidente della Sottocommissione per i Diritti umani al Parlamento europeo. “Anni di guerra che hanno portato ad una delle maggiori crisi umanitarie degli ultimi tempi. Sono più di 20mila – continua Panzeri – le persone che hanno perso la vita dall’inizio del conflitto, di cui almeno la metà civili. L’epidemia di colera, la carestia e la decisione della coalizione saudita di chiudere le frontiere con lo Yemen sono fattori che aggravano ulteriormente la condizione interna del Paese. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani l’80% della popolazione dipende dagli aiuti umanitari”.

Per l’eurodeputato di Articolo UNO-MDP “oltre al conflitto interno, alla povertà dilagante, al cambiamento climatico, al degrado ambientale e alla violazione dei diritti umani, contribuisce a peggiorare la situazione la preoccupante indifferenza della comunità internazionale, complice silenziosa delle numerose e continue violazioni nei confronti degli Yemeniti”.

Panzeri ricorda che “più del 50% delle strutture sanitarie sono state rese inagibili dai bombardamenti, il 90% delle risorse idriche sono inutilizzabili e i fondi messi a disposizione per la popolazione yemenita non arrivano a destinazione a causa del blocco all’accesso umanitario”.

“La Risoluzione delle Nazioni Unite del 23 febbraio scorso non ha sortito l’effetto sperato, anzi l’impasse del maggior organo internazionale è dovuta alla pressione della ‘lobby saudita’ all’interno del Consiglio dei diritti umani – aggiunge Panzeri – L’incessante rifornimento di armi all’Arabia Saudita da parte di Stati terzi, tra cui numerosi Paesi europei, evidenzia ancora una volta come gli interessi economici prevalgano sul rispetto della vita e della persona. Per questa ragione il Parlamento europeo ha rivolto un appello affinché gli Stati membri non vendano armi all’Arabia Saudita”.

Conclude Panzeri: “È giunto il momento di tener fede ai nostri obblighi interazionali umanitari, assumendo come priorità la protezione della popolazione e la ricostruzione economica e sociale dello Yemen, e chiamando le Nazioni Unite a rispettare il loro mandato e la loro missione, senza più scendere a compromessi con la ricca controparte Saudita”.