Si è discussa martedì 12 dicembre, nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, la relazione annuale sui Diritti umani e la democrazia nel mondo per il 2016 e sulla politica europea in materia.

 

“C’è una contagiosa patologia che si sta diffondendo sempre più nel mondo ed è quella del disprezzo verso i diritti umani. La verità è che il cinismo prodotto da un iperrealismo politico, economico e commerciale cerca ormai di sovrastare e annientare il vento della solidarietà e dei diritti.

Io ritengo invece che di fronte ai grandi soggetti economici che sempre più governano il mondo, l’appello ai diritti individuali e collettivi è la via da seguire per impedire che tutto sia assoggettato alla legge naturale del mercato.

Abbiamo bisogno di accompagnare la rivoluzione dell’uguaglianza con la rivoluzione della dignità perché si possa porre sempre di più al centro l’autodeterminazione della persona. Le sfide che abbiamo di fronte a noi sono molteplici, dobbiamo sapere vederle e soprattutto affrontarle.

I difensori dei diritti umani subiscono discriminazioni, intimidazioni e vengono spesso uccisi. L’Unione europea deve mantenere una posizione univoca sul valore dei diritti umani, ma spesso si incontrano posizioni diverse. L’Europa può avere una voce credibile se il messaggio che invia non solo è unitariamente condiviso, ma anche se si è in grado di mostrare una forte coerenza nelle proprie politiche interne ed esterne.

La relazione annuale che voteremo è chiara su questo aspetto: invita tutte le istituzioni dell’Unione europea e gli Stati membri a porre i diritti umani al centro delle relazioni dell’Unione europea con i Paesi terzi e dobbiamo farlo sempre e nei confronti di chiunque.”