Con un voto di maggioranza, il 16 gennaio il Parlamento europeo ha adottato la Relazione Mato sulle misure tecniche per la politica comune della pesca. La relazione integra e aggiorna più di 30 normative europee sulla pesca, ivi inclusa la disciplina delle catture accessorie. In particolare, il testo approvato prevede un bando completo sulla pesca a impulso elettrico, ovvero su quella tecnica ittica che impiega impulsi elettrici per attirare i pesci nelle reti.

“Assieme ad altri 400 deputati abbiamo ottenuto il bando completo sulle catture accessorie che prevedano l’impiego di impulsi elettrici, esplosivi, sostanze tossiche, martelli pneumatici e proiettili, o anche la semplice selezione qualitativa dei pesci più costosi a svantaggio del pescato più economico, e che viene ributtato a mare.

“Il voto della plenaria indica due obiettivi molto chiari per le imminenti negoziazioni con il Consiglio” commentano gli eurodeputati di Articolo Uno-MDP ed esponenti di Liberi e Uguali. “Da una parte – continuano gli eurodeputati – c’è ampio consenso a favore di un quadro di regole semplificato, che possa facilitare il difficile compito delle autorità nazionali e regionali”. “Dall’altra – puntualizzano Paolucci, Panzeri e Zanonato – assieme ad altri 400 deputati abbiamo ottenuto il bando completo sulle catture accessorie che prevedano l’impiego di impulsi elettrici, esplosivi, sostanze tossiche, martelli pneumatici e proiettili, o anche la semplice selezione qualitativa dei pesci più costosi a svantaggio del pescato più economico, e che viene ributtato a mare”.

Per i deputati europei di Articolo UNO-MDP ed esponenti di Liberi e Uguali, “c’è un mondo fatto di piccoli e medi operatori di settore, e di ONG, che chiede a gran voce metodi di pesca e catture accessorie responsabili dell’ambiente e dei mari. Contro il cinismo delle destre europee, questo Parlamento è riuscito a far valere le ragioni dello sviluppo sostenibile.”

Il Rapporto Mato codifica la posizione del Parlamento europeo nei confronti del nuovo regolamento proposto dalla Commissione europea. Ora e per i prossimi 18 mesi la palla passa ai negoziati inter-istituzionali tra Parlamento e Consiglio.

 

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