Con un voto a larga maggioranza, il Parlamento europeo ha approvato il 17 gennaio nuovi e più ambiziosi obiettivi per l’efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Il percorso legislativo è parte dell’ambiziosa “Unione dell’energia” – l’agenda per la riforma delle legislazioni in materia di energia lanciata dalla Commissione europea nel 2015 e che punta a riformare e semplificare gli ordinamenti europei di settore, ad affrontare i cambiamenti climatici nell’Ue, e a raggiungere il 10% di interconnessione elettrica transnazionale entro il 2020.

“Come deputati europei – commentano gli esponenti di Liberi e Uguali Antonio Panzeri, Massimo Paolucci e Flavio Zanonato – avremmo voluto misure sensibilmente più ambiziose, soprattutto su target europei e sulla messa al bando dei biocarburanti di prima generazione, e tuttavia questa importante partita non può essere affrontata senza tenere conto di alcune forti resistenze negli Stati membri”. Per i tre eurodeputati di Articolo UNO-MDP, infatti, “il testo approvato dall’aula plenaria è meno avanzato di quello inizialmente licenziato nelle commissioni ‘ambiente’ e ‘energia’ del parlamento. Ma la sostanza non cambia, perché il Parlamento europeo continua ad avere la posizione più progressista sia su efficienza energetica che sul rilancio della produzione di energia a partire dalle fonti rinnovabili”.

“Tra le istituzioni dell’Ue, il Parlamento europeo continua ad avere la posizione più progressista sia su efficienza energetica che sul rilancio della produzione di energia a partire dalle fonti rinnovabili.”

Sulle rinnovabili, Strasburgo ha votato l’innalzamento al 35% degli obiettivi al 2030 rispetto al 27% proposto da Commissione e Consiglio. Inoltre, ai governi è vietata l’adozione di misure retroattive, dunque a garanzia della certezza del diritto e degli investimenti. Importanti provvisioni riguardano anche il diritto all’autoconsumo da impianti FER (impianti di energia da fonti rinnovabili), che riduce le pastoie burocratiche ed elimina le imposte. Infine, il testo approvato prevede che le norme siano estese al settore dei trasporti e con target definiti (proibizione entro il 2021 dell’olio di palma come materia prima per i biocarburanti; 12% di energia a partire da fonti rinnovabili nel settore dei trasporti; 7% massimo di impiego nel trasporto stradale e ferroviario di biocarburanti composti da colture alimentari e da mangimi).

Sull’efficienza energetica, i deputati europei hanno approvato il target del 35%, con un obbligo dell’1,5% di risparmio energetico annuale rivolto ai consumatori finali. E’ un piccolo passo indietro rispetto alla posizione iniziale delle commissioni ‘ambiente’ ed ‘energia’, e tuttavia si colloca a metà strada tra il 40% richiesto dalle commissioni parlamentari, e il 30% proposto da Commissione e Consiglio.

La discussione ora interessa i negoziati interistituzionali tra Parlamento e Consiglio, al termine dei quali il nuovo testo di compromesso passerà al vaglio della seduta di Strasburgo.

 

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