Oggi, nella giornata internazionale del rifugiato, rendiamo omaggio alla forza e alla resilienza di tutti quegli uomini, donne e bambini che sono stati costretti a fuggire dalle loro case a causa di violenze, persecuzioni, guerre e disastri naturali. Sono preoccupato dai livelli di dislocamento attualmente registrati. Circa 65,5 milioni di persone in tutto il mondo sono state costrette a lasciare le loro case. Tra questi ci sono quasi 22,5 milioni di rifugiati, di cui oltre la metà hanno meno di 18 anni, il che corrisponde al maggior numero di rifugiati infantili dalla seconda guerra mondiale. Ribadisco pertanto la recente richiesta del Parlamento europeo, nella sua risoluzione del 3 maggio 2018, di attuare il principio dell’interesse superiore del minore per tutte le decisioni concernenti i minori, indipendentemente dal loro status.

Il Parlamento europeo e la sua Sottocommissione per i diritti umani sono determinati a sostenere i rifugiati in tutto il mondo e a parlare apertamente dei loro diritti. È tra gli obblighi dell’Unione europea accogliere i richiedenti asilo e stabilire più vie legali e sicure per smantellare le rotte di contrabbando pericolose e irregolari. La vergognosa situazione della nave Aquarius non deve mai più essere ripetuta.

La comunità internazionale deve intraprendere urgentemente il rafforzamento di una risposta comune per affrontare le sfide e le opportunità che questo fenomeno globale rappresenta. Tale risposta deve essere fondata sul diritto internazionale e guidata dal principio di solidarietà e umanità. In questo contesto, vorrei esprimere il mio compiacimento per gli sforzi compiuti a livello di Nazioni Unite per l’adozione di un patto globale per i rifugiati. Gli Stati membri dell’UE devono coordinare i loro sforzi e sostenere una posizione unica europea.

Desidero rendere omaggio al ruolo vitale svolto da tutte le organizzazioni della società civile locale, regionale e internazionale che lottano per i diritti dei rifugiati e riconoscere il loro contributo umanitario fondamentale, nonostante le risorse limitate a loro disposizione.

L’UE deve continuare i suoi sforzi per fornire assistenza umanitaria ai rifugiati di tutto il mondo, insieme all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati e altri partner internazionali.